Piccolo popolo alla riscossa
Piccolo popolo alla riscossa

Piccolo Popolo alla riscossa!


D’accordo, forse è meglio partire con un po’ più di calma, anche perché già non vi si tiene così, figuriamoci se ci mettiamo di mezzo i cori da stadio!

Lo sanno tutti che esistete, non c’è bisogno di ribadirlo ancora… o forse sì, e la riscossa del Piccolo Popolo avverrà a dispetto di chi ne ricollega l’esistenza alla sola letteratura fantasy, con tutto l’indotto annesso e connesso.

E’ nell’immaginario popolare che dobbiamo andarvi a cercare e troveremo anche le prove della vostra esistenza!
Abeditore lo ha fatto, raccogliendo testimonianze, storie, letteratura, fantasia e chi più ne ha più ne metta, dal passato più antico.

Le creature elfiche hanno sempre abitato il folklore dei popoli. Amichevoli o pericolose, adorabili o orribili, queste entità sono state a lungo considerate una parte reale, seppure invisibile, del mondo naturale (cit. Follettiana pag 8)

Dei folletti si parlava già nell’Alto Medioevo e le descrizioni riportano all’idea che alberga in ognuno di noi da sempre. Sono una sorta di “spiritelli” di piccola taglia, che sembrano umani in miniatura, anzi, veri e propri vecchietti!
Vi è mai capitato di perdere qualcosa, cercarla per ore, addirittura per giorni, per poi ritrovarla nel momento in cui non vi sere più? Certo che sì e sono sicura che come me e come Algernon Blackwood (“The Goblin’s Collection , 1912) avete chiamato in causa un folletto, o meglio, nel caso di Blackwood, un leprechaun.

Ma torniamo per un attimo alle origini, visto che affondano nel passato, nella tradizione orale e nelle credenze popolari che più d’uno ha tentato di tramandare e organizzare mediante la scrittura.
Per poterlo fare è indispensabile stabilire se sono o meno creature reali.

Secondo la “visione religiosa” che affascina da sempre chi si occupa di fantastico, perché appunto, va ad inoltrarsi in qualcosa di “altro” da noi, i Fairies sono angeli caduti. Si narra che quando l’Arcangelo Michele espulse Satana e i suoi seguaci Dio sbarrò le porte del Paradiso, lasciando accidentalmente fuori alcune creature e costringendole ad un perpetuo esilio sulla Terra. Da allora presero a condurre una nuova esistenza e si diversificarono in elfi, fate, folletti ecc.
Sempre secondo questa visione c’è chi sostiene che siano arrivati dall’Asia, i cosiddetti jinn.
Lungi da noi dimenticarci proprio della mitologia nordica! Questa tradizione vuole che siano nati dalle viscere in putrefazione del gigante di ghiaccio Ymir . Erano piene di vermi che Odino divise in vermi chiari (elfi bonari) e vermi scuri (elfi scuri).

E’ però il folklore Scozzese e Irlandese ad offrire i maggiori credenti nel popolo fatato.
Conoscete Robert Kirk? Nemmeno io, ma ho letto la sua storia stravagante. Egli era un presbiteriano che scrisse quella che può essere definita la prima guida al regno Segreto di queste creature (The Secret Commonwealth: Of Elves, Fauns and Fairies). Egli amava le passeggiate solitarie e non vide mai la pubblicazione del suo libro poiché morì in circostanze misteriose. C’è chi afferma che sia ancora vivo in Fairyland, dove il tempo scorre in modo diverso da quello terrestre.

Con l’affacciarsi, però, dell’epoca dei Lumi, c’è chi non si è più accontentato della visione religiosa.
La Scienza doveva dare una risposta a ciò che da sempre si è preferito spiegare con fedi e credenze, per poterne affermare la veridicità.
Ed ecco allora il sorgere di “opinioni antropologiche” che si affermano dopo la pubblicazione del celeberrimo saggio sull’Origine delle Specie di C. Darwin.
I Fairies altro non sarebbero che rami secondari dell’evoluzione, che si sono isolati e nascosti, per poter “sfuggire” alle persecuzioni, sviluppando caratteri fisici (e caratteriali) propri di chi vive sottoterra nascosto.

La riscossa del Piccolo Popolo passa anche attraverso la letteratura!


La storia del “Brownie di Valferne” (The Brownie O’ Ferne- Den, E. W. Grierson) la conoscete? Molto delicata e commovente, è proprio la storia di una di queste creaturine che si dice abitare le campagne di Valferne e, sempre le dicerie affermano, si aggiri in questi luoghi dopo la mezzanotte spaventando chicchessia… Ma se la padrona di casa sta male, ha bisogno di cure e nessuno vuole uscire perché è sera e hanno paura del brownie? E se il brownie brontolando corre al galoppo a svegliare la guaritrice per portarla dalla sua padrona? Che creaturina generosa, quasi non si direbbe sia un brownie!

E il boscaiolo de “Le uova dei folletti”? ( “The Woodman and the Goblins” J. B. Esenwein e M. Stockard) Ma sì dai, proprio lui… quello che porta i piccoli goblin nella foresta con l’intento di abbandonarli ma… no, non ve lo dico, è un racconto troppo suggestivo per rovinarlo svelandovi particolari…

Sappiate però che anche Grimm e Lovercraft parlano di voi e a dire la verità un po’ vi invidio per questo!
Volete saperne di più? Leggete il saggio di Abeditore… L’ultimo racconto è una chicca di Matilde Serao! (O’Munaciello) Ecco lo sapevo, non lo dovevo dire!

Buona lettura

Vi va di giocare un’avventura pregna del folklore e tradizioni popolari? Provate:

Leggende di Natale

Zucche e Magia

Immagine tratta da https://www.godo-art.fr/illustrations/

Shanna

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